Il Texas compara Google all’Occhio di Sauron

By Vincenzo Condò Tech 1 commento su Il Texas compara Google all’Occhio di Sauron

L’avvocato Texano, il Generale Ken Paxton ha citato in giudizio Google per via della sua collezione di dati biometrici in una causa in cui il sistema di riconoscimento facciale è stato soprannominato “un moderno Occhio di Sauron“.

Paxton afferma che Google abbia violato la norma Texana che richiede il consenso degli utenti prima che possano essere rilevati i dati biometrici da questi stessi. Google avrebbe aggirato totalmente la legge attraverso la collezione di “milioni di identificatori biometrici, incluso riconoscimento vocale e geometria facciale dei Texani attraverso i suoi prodotti e servizi come Google Photo, Assistente Google e Nest Hub Max

“Un Moderno Occhio di Sauron”

Il riferimento a Il Signore degli Anelli non sembra essere fuori luogo: il riconoscimento facciale di Nest Hub Max   (Face Match) è utilizzato per capire chi stia usando il dispositivo e fornire contenuti basato sulle preferenze personali.

Affinchè Face Match funzioni, la camera del Next Hub Max è architettata per essere un moderno Occhio di Sauron, che monitora costantemente lo spazio circostante per rilevare volti conosciuti. Questo significa che il dispositivo Google cattura in modo indiscrimanto qualsiasi volto delle persone che entrano a contatto con esso, incluso i non utenti che non hanno mai espresso la volontà di condividere tali informazioni con Google e che probabilmente, sono anche all’oscuro del fatto che la stessa, li stia controllando.

[…]

Quando Google Assistant viene attivato, inizia a registrare e immagazzinare i timbri vocali di ogni voce che può rilevare.

Google si ritiene “al sicuro” da ogni attacco definito infondato. Secondo la stessa, infatti, Voice Match e Face Match sono disattivate di Default e quindi è lo stesso utente che autorizza Google a trattare I suoi dati personali nel momento in cui lo attiva.

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